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3 March 2008Pong.
min/max/avg time 1/2/3* ms
*michele l’ha capita
Pong.
min/max/avg time 1/2/3* ms
*michele l’ha capita
Ed è più viscosa dell’acqua.
Sale l’eccitazione per il prossimo Keynote ‘08, pronuncia Chi-nott zero-ott, a cura di Stefano Lavoretti, la stagione si preannuncia calda.
L’eccitazione a Napoli ha raggiunto livelli tali da portare due sacchetti a fare l’amore ed a procreare una tenera bustina di monnezza (tipo una bustina di panna da cucina spremuta).
Il Governo ha manifestato la sua preoccupazione dato che Prodi preferisce il sugo di pomodoro alla panna.
Per protesta Arnoldo Foà ha realizzato un cortometraggio-natura morta di 14 ore, in cui si fà vedere un peperone imbottito sul tavolo della cucina nell’arco di tutta una giornata estiva.
Per accentuare il moto del sole in cielo il cortometraggio è stato velocizzato in fase di montaggio sottolineando così la diversa inclinazione della luce ingrediente le finestre nell’arco della giornata. A seguito della postproduzione la proiezione dura 13 ore e 48 minuti.
Certola.
Have a brapi new year.
Regards
…rimangono al suolo.
Tra l’altro ho mandato loro un sms di buon viaggio e mai più farò un simile errore, l’sms si manda _dopo_ che una persona è arrivata a destinazione.
Si sa che il GRA è più forte dell’amore, più affollato dell’odio, più grande del giappone, e lo sa meglio ancora chi lo percorre quotidiano die, nè fratè ?
Ad ogni modo solidarietà agli amici B. e Sir C. partenti ad ogni costo. Animo ragazzi siamo tutti con voi!!
Per ulteriori sviluppi attendiamo OlindoLanda.
In tutto ciò vi propongo un video dei daft punk che pare partire male ma va meglio, poi il motivetto va in testa e non esce più.
Interessante poi lu blogghe, che al momento ha nel primo articolo la descrizione esatta del cattivo odore dei condensatori scoppiati. Quanta saggezza nella lingua antica.
Che l’abbruzzis v’ manteng’ semp’allert.
A la procheme fois.
Eccolo il trend di questa estate dicembrina, riporto la conclusione (grazie mr.white).
“abali m’ai rumpiddu li cujoni co cilstu brodo!”
(ora mi avete rotto i coglioni con il brodo!)
Quindici minuti e due frigoriferi più tardi Joe Falchetto sentiva le braccia stanche ma felici.
Anche lui adesso era un po’ più felice,
pensando all’asìa,
che gli ingombranti si porta via.
the problem:
When using fruitz of Dojo’s port of Quake 2 for OS X the mouse wheel behaves weird.
More often than not a wheel movement will result in a MWHEELDOWN event regardless if you’re scrolling up or down.
This is an issue in key configuration when trying to assign wheel movements to next item and previous item.
the fix:
Assuming you already have XCode installed grab the Quake 2 sources from fruitz of Dojo’s download page, open q2source/quake2-3.21/macosx/Quake II.xcodeproj and in the project open sys_osx.m search for line
myMouseWheel = [myEvent deltaY];
and replace it with
myMouseWheel = [myEvent deltaY]*1000;
the reason:
Why does this happen?
Variable myMouseWheel is declared of type CGMouseDelta that resolve to a int32, so it is an integer type.
[NSEvent deltay] returns a float so when assigning it to myMouseWheel an implicit cast is done.
When doing small scrolls the float value has an absolute value less than 1, like 0.1 or 0.2, the casting to integer returns a 0 and since the if condition is
if(myMouseWheel > 0)
more often than not an up or down scroll will fall in the else branch, that unless you scroll up over a certain threshold thus putting deltaY: over 1.
The simplest patch is to scale the [NSEvent deltaY] but a factor greater than 1, even if 10 would have done the job I choose to use 1000 to cope with different mice and configurations as different devices could lead to different deltaY: value.
Ho perso qualche minuto per provare a usare lua, un interessantissimo linguaggio di programmazione, per generare una tabella di un codificatore BCD che stavo scrivendo in LaTeX.
Dopo qualche tentativo, ecco qua il codice, pronto da incollare in un ambiente array o in un tabular.
function bcd(num)
local function q(a,b) return (a>=b) and 1 or 0 end
local b={0,0,0,0}
for i=4,2,-1 do
b[i] = q(num,2^(i-1))
num = num -2^(i-1) * b[i]
end
b[1] = (num==1) and 1 or 0
return b
end
for i=0,9 do
for j=0,9 do io.write( ((9-i==j) and 1 or 0).." " ) end
print(table.concat(bcd(i), " & ") .. " \\\\")
end
Quale potenza espressiva, quale semplicità nella lettura!
Tra gli aspetti interessanti di questo linguaggio c’è la chiamata ricorsiva pulita, cioè le implementazioni ricorsive non riempiono lo stack, e l’uso delle funzioni come valori di primo livello (forse la traduzione in italiano non è esatta) che ne permette l’uso con l’approccio funzionale!
WoW, anche per i non Blizzard-addicted.
Prima di chiudere rilancio un paio di video molto interessanti freschi freschi da youtube:
Con un brivido vedo che l’ultimo post risale a più di un mese fa, e comunque vedo che nell’ultimo periodo la pubblicazione era rallentata parecchio, per una serie di ragioni.
Non che voglia chiudere il blog, semplicemente non è un post obbligatorio, lo tengo come spazio per raccontare le piccole cose che succedono e che mi riempiono di allegria come il custode di Ingegneria a via Claudio il quale, sabato mattina in una università _deserta_, lavava la propria auto usando la pompa per innaffiare le piante con la camicia blu d’ordinanza, i pantaloni piegati sopra al ginocchio e infilati nei calzini di cotone ben alti e, udite udite, scarpe da calcetto.
L’università secondo lui chiudeva alle 13:30, secondo il suo collega invece alle 14:00 proprio “come tutte le università che vai”.
Io e l’amico DC siamo rimasti fino alle 17:00 in una quiete assoluta, per intenderci in tutta l’aula studio e oserei sbilanciarmi in tutta la palazzina, c’eravamo solo noi.
Amico custode,
che lavi felice,
nel sole che erode,
la tua autovettrice,
Sei un gran colpo d’occhio,
divisa perfetta,
calzone al ginocchio
e la camicetta.
D’altronde non hai
altra occupazione:
nel sabato mogio,
ti sia distrazione.
Cari amici,
non cogliete fichi d’india al bordo strada poiché essi hanno spine numerose e minute che vi resteranno confitte nelle dita.
Da un paio d’ore ogni oggetto che prendo con le mani mi induce a riflettere su questa verità, d’altronde credo che anche Platone nel Timeo ne abbia parlato in maniera diffusa, leggendo l’opera tra le righe si intravedono ancora i fitti spillini che mossero la sua mano.
La tecnica ufficiale è quella con le foglie di vite.